Storia

La Storia Rossonera

Il Gruppo Sportivo Folgore Castelvetrano nasce nell’anno 1945 per volontà di un gruppo di giovani che, per affrancarsi dai postumi della guerra appena cessata, intendevano iniziare un’attività sportiva in un Paese povero e privo di qualsiasi attrattiva per la gioventù del luogo.

Il soladizio calcistico fondato  da Franco Lombardo, storico Segretario; così la squadra prende il nome dalla gloriosa Brigata Folgore, che durante l’ epoca bellica aveva stazionato con una delle sue divisione della città ed era guidata da un generale castelvetranese, anche lui fondatore del movimento calcistico.

La Prima palla da giuoco che i ragazzi della Folgore conobbero venne portata dalla lontana Torino da una zia del primo Presidente della Società Franco Lombardo ed era, non si stupiscano i giocatori d’oggi di “caucciù”, le prime maglie erano delle canottiere rubate in famiglia da ciascun ragazzo e dove fu applicata dagli stessi una striscia rossonera, le scarpe erano quelle da passeggio.

I  colori,  il rosso e il nero, all’ inizio per le esigue disponibilità economiche, comparvero con sole 2 strisce sul fondo delle predette  maglie Bianche.

I Primi cinque anni d’attività vennero svolti in campo locale e giovanile in campionati liberi, fino a quando a Palermo l’eco di questa attività che aveva preso piede a Castelvetrano dove suscitava larghi consensi e per interessamento dell’allora Commissario Regionale della Lega Giovanile della F.I.G.C. Sig. Spadaro il G.S. Folgore venne inquadrato nei ranghi Federali, cosi come successivamente, avvenne per le altre squadrette giovanili di Castelvetrano che erano sorte sulla scia e sull’entusiasmo suscitato dal frenetico dinamismo di Franco Lomabardo, che intanto era diventato delegato della Lega Giovanile della F.I.G.C. in Castelvetrano.

Dopo aver militato per lungo periodo e con ottimi risultati nei campionati giovanili provinciali, il G.S. Folgore, che intanto aveva polarizzato l’interesse di uno strato sempre più largo di sostenitori ed appassionati,  ed aveva allargato la sua base sociale con immissione di altre forze giovanili – vi erano allora tre squadre al completo: La FOLGORE A, la FOLOGORE B, e la FOLGORE C- , venne chiamato ad una prova decisiva che doveva segnare la svolta più importante della vita societaria.

La Maggiore squadra cittadina del tempo, U.S. Castelvetrano, militante nel  Campionato di “Promozione” a carattere interregionale, attraversata da una profonda crisi economica e strutturale minaccia di ritirarsi dal campionato in cui militava, ed, il C.D. della Folgore decide d’intervenire per salvare la U.S. Castelvetrano e con essa il buon nome sportivo della intera cittadinanza, vengono immessi nelle file della maggiore Società alcuni dei migliori elementi del G.S. Folgore e con continui sacrifici da parte dei ragazzi e di Franco Lombardo e Compagni il campionato ciene portato a termine, si era nella stagione 57/58.

Con la scomparsa successiva della U.S. Castelvetrano, il G.S. Folgore assume leadership dell’attività calcistica in Castelvetrano ed inizia con il campionato di seconda divisionel’ascesa che porterà i colori Rossoneri tra i Dilettanti prima e, successivamente, tra i Semiprofessionisti della IV Serie.

Vinto il campionato dei seconda divisione ed il successivo di prima divisione con i relativi spareggi – memorabile quello di Pozzalli -, il G.S. Folgore entra perentoriamente nel campionato di Promozione nella stagione 59/60.

Nella stagione sportiva 1960/61 il G.S. Folgore Castelvetrano, dopo aver vinto il proprio girone di Promozione, soccombe nello spareggio con il fortissimo “Paternò” e rimanda all’anno successivo l’ingresso tra i semiprofessionisti della IV Serie.

Si era nel campionato 1962/1963 la direzione della società era stata assunta dal Comm. Giuseppe Taormina che attorniato da validissimi dirigenti – primo fra tutti il Dr. Riggio Rocco, Vice Presidente- oltre che dal sempre presente Franco Lombardo, Segretario, ed altri – fu approntata una squadra fortissima si può  dire imbattibile – allenatore il Sig. Gisberti – giocatori più rappresentativi: BERTOGLIO, BRUGNERA, ANGERETTI, MORANA, MARINO, VADALA’, PICCIOLO la quale vinse tutto. Da quella meravigliosa annata parti una serie di vittorie e soddisfazioni che i più anziani ancora oggi ricordano con soddisfazione, con occhi sgranati e qualche lacrima di nostalgia vengono ricordati 11 campionati nel prestigioso campionato nazionale. (Per i neofiti è giusto ricordare che la quarta serie corrisponde all’ attuale serie C2-NdR) Gli innumerevoli campionati in D, i tanti giovani sfornati dal settore giovanile che fecero la fortuna dei grandi club di tutta Italia , gli storici derby e le tante battaglie

La storia ora è più recente con la Presidenza del Comm. Giuseppe Taormina il G.S. Folgore dopo aver vinto il campionato di Promozione, debuttò brillantemente tra i semiprofessionisti conquistando all’esordio un brillante quarto posto allenatore del tempo il grande Carlo Confalonieri che si accompagnava molto frequentemente con la vita della Folgore – era stato allenatore del G.S. Folgore in prima divisione – lo sarà ancora per molti anni in IV serie.

La Permanenza del G.S. Folgore in Serie D dura ininterrotta sino alla stagione 73/74 e cioè per ben undici anni. In questo lasso di tempo succede al Comm. G. Taormina il Dr. Rocco Raggio che rileva la Società in condizioni economiche non certo brillanti per via dello sforzo fatto per raggiungere la quarta serie, e riesce, con notevoli sacrifici personali coadiuvato da altri appassionati, a sanare parzialmente il deficit accumulato negli anni precedenti e dovuto, come anzidetto, alla voglia di lasciare il campionato di Promozione per un posto tra i semiprofessionisti, portando la Società ad occupare un posto di assoluto rilievo nei valori nazionali.

E’, infatti, della gestione Riggio  la valorizzazione dei giovani la cessione di elementi di provato valore a Società di serie superiore, la fiducia che il G.S. Folgore Castelvetrano andava riscuotendo presso tutte le Società d’Italia con le quali veniva a contatto. A tal proposito vanno ricordati i nomi di MARINO, FAGAN, DI MARZO, CRISCUOLO, VISENTINI, BUA, DI MARZO, NASTASI, PETRONE, CALAMUSA, INGRANDE, LIPIDO G., RAVAGLIA, TILOTTA ed altri, nonché la partecipazione alle finali Nazionali di San Remo anno sportivo 1971/72 e Grado anno 1972/73 della squadra “Juniores” dopo la vittoria dei campionati Regionali di categoria, ed il ridimensionamento del deficit societario.

Purtroppo si arriva all’anno nero della vita della Società; è il 24 Febbraio 1974 ed al << Paolo Marino>> di Castelvetrano si svolge l’incontro di calcio FOLGORE-PALMI. Arbitro il Sig. Raffaele Atena di Potenza; l’incontro si chiude sullo zero a zero ed un gruppo di facinorosi assedia lo spogliatoio dell’Arbitro, scontenti dell’operato del Direttore di gara. Alle ore 18.15 cioè quando l’Arbitro lascia il “P. Marino” di Castelvetrano si è già compiuto l’iter ascendente del G.S. Folgore Castelvetrano, I Giudici Sportivi colpiranno con due anni di squalifica il P.Marino e la Folgore, costretta a peregrinare da un campo all’altro della Sicilia, nella stagione 1973/974 ritorna mestamente tra i dilettanti.

Superato il primo momento di delusione  e di sbigottimento e le prime inconsulte reazioni che volevano il ritiro della Società dal campionato, il G.S. Folgore, rinserrate le file, sempre sotto la direzione del Dr. Riggio, che non ebbe la forza di abbandonare la Presidenza in un momento cosi critico, dispta il campionato 74/75 nei dilettanti di Promozione con alterne fortune, ma sempre seguito dallo struggente attaccamento dei fedelissimi che vanno dissociati dal gruppo amorfo e senza volto che cosi duramente colpì e fece colpire la società, gli Sportivi e la Cittadinanza tutta di Castelvetrano.

A causa delle gravi difficoltà d’ambientamento e di organizzazione; il G.S. Folgore chiude il campionato 1974/75 al dodicesimo posto.

L’annata calcistica 1975/76 sotto la spinta di un nuovo gruppo di Dirigenti che si inseriscono nella Società, si apre con la Presidenza di uno sportivo autentico qual è Ciccio Genna, e con l’illuminata direzione amministrativa del consigliere delegato Rag. Giovanni Mandina, non si tratta, comunque, di uomini nuovi ma di persone che facevano parte o avevano già fatto parte di altri Consigli Direttivi e che conoscevano la situazione ambientale e strutturale della Società.

In questo periodo la Folgore comincia a dimostrare la validità delle scelte effettuate ed anche sotto il profilo economico, almeno per quanto riguarda la gestione attuale, la situazione va considerata positivamente.

Il 24 Febbraio 1976 cessa la squalifica del campo “Paolo Marino” ed il 29 dello stesso mese fu inaugurato il nuovo impianto sportivo di castelvetrano con la partita “FOLGORE – SCIACCA”.

Si rinverdisce in quella occasione un antico derby che fece da corollario a tante altre fortune rossonere e del G.S. Folgore Castelvetrano.

In quel giorno 29 Febbraio 1976 i veri sportivi castelvetranesi, con il loro applauso ad inizio gara, condannarono i teppisti del 24 Febbraio 1974 e spronarono i colori Rossoneri alle più belle vittorie all’insegna dello Sport autentico.

Nel racconto non possono mancare gli stupendi anni 80 con la vittoria del campionato, dopo 10 anni di battaglie nella categoria denominata Promozione, nella Stagione 1981/1982 la Folgore condusse un campionato di primo livello e sfiorò la promozione alla serie Interregionale, fu proprio il contestatissimo spareggio con la Juvenes Enna a strozzare l’urlo di gioia di una popolazione di rossoneri. In Quello stesso anno la Folgore arrivò a disputare anche la Semifinale di Coppa Italia.

La forte delusione per non aver centrato l’obiettivo non fece arrendere il Presidente Mangiaracina che nell’anno calcistico 1982/1983 chiamò alla guida tecnica della squadra l’indimenticabile Marsalese Mimmo Rizzo,  con  un’enorme sforzo economico si realizzò una formazione invincibile che guidò per l’intero campionato la classifica di categoria. Nastasi , Moceri, Lamia, Benigno, Armata, Calandrino, Maniscalco, Mamone, Vegna, Caradonna M, Tilotta, furono gli artefici di una festa senza precedenti in tutte le vie del paese.

Le tre stagioni successive furono vissute tra fasti e delusioni, ma la delusione più grossa arrivo nell’anno calcistico 1986/1987 con la retrocessione in Promozione evitata solo grazie all’avvento del nuovo presidente Giuseppe D’arienzo che riuscì a fare ripescare la società nella categoria che più le compete “L’interregionale.

Il Presidente Giuseppe D’Arenzo, noto imprenditore locale, fece una rivoluzione senza precedenti, investiti tempo e denari, la Folgore inizio a acquistare giocatore di indiscusso valore.

Le stagioni proseguirono con numerosi testa coda  e nel corso della stagione 1993/1994 si sfiorò addirittura la Serie C2 piazzandosi al 4° posto finale. Con la  Presidenza della squadra di Giovanni Bua  la Folgore costrui nel 1995 – 1996 uno squadrone fatto da giocatori di categoria superiore, arrivarono Di Stefano, Sanchez, Capizzi, Dolce  Ricordi e tanti altri, insomma l’obiettivo era quello di arrivare fra i professionisti ovvero in Serie C2, incomprensioni, scarsa amalgama e incoscienza da parte di tutti la squadra precipitò nell’oblio cambiando nel corso della stagione ben 4 allenatori e l’epilogo fu  terribile “Retrocessione in Eccellenza”

L’amaro rimase a lungo e le spiegazioni per il fallimento furono tante, ma nulla cambio la Folgore era di nuovo in quella categoria tanto odiata e tanto bisfrattata.

Una squadra completamente rinnovata la stagione successiva, sfiorò il titolo classificandosi alle spalle del Mazara che conquistò la promozione.

Una formazione di tutto rispetto, Cicciarella, Di Ruocco, Tilotta e Signorello fra tutti portarono alla disputa dei play off di Campionato e dopo aver eliminato in semifinale il Siracusa  con un doppio 1-0 “Tilotta a Siracusa” e “Cirrone a Castelvetrano”, ed in finale arrivò il Rieti. Contro i laziali e in terra romana , l’andata finì 2-1, ma il goal siglato da Tilotta nel finale faceva presagire cose molte buone, al ritorno Di Ruocco in apertura metteva a segno il goal qualificazione e la partita sembrava essere finita. Un incredibile carosello di goal mancati fu il preludio alla doccia fredda del goal di Gregori, a tempo scaduto, che condannò la Folgore.

Un’altra delusione, un’altra volta la fortuna ci è stata avversa, qualunque persona avrebbe mollato tutto qualunque società non avrebbe sorbito il colpo

La Stagione successiva, con Cerro prima e Messana poi in panchina, arrivò un buon quarto posto con la ciliegina della semifinale di Coppa Italia dilettanti, persa con il Siracusa che avrebbe vinto il torneo.

Ma l’ annus horribilis fu quello successivo con una stagione ricca di amarezze con un via vai di tecnici con Messana che iniziò e concluse la stagione, inframmezzato dalla guida tecnica di De Maria e con una serie di partite da dimenticare che tennero in ansia fino alla fine la tifoseria, e con una salvezza conquistata all’ ultima giornata. Ma se arrivò quella sul campo, la lega sicula non fu altrettanto clemente con i bilanci in rosso di una società che l’ improvvida gestione di qualcuno portò al baratro. E così il 18 Agosto 1999 venne scritta la pagina più triste della gloriosa storia folgorina con la radiazione dai quadri.

La città si sentì defraudata e non tollerò quell’anno senza calcio.

La passione e l’amore per i colori rossoneri portò un gruppo ad  acquistare il titolo dalla Mazarese, ripartendo dalla Promozione.  La prima stagione di assestamento, con Luigi Aiello in panchina.

Nel 2001/2002 si vede di nuovo lustro con un’isperato ripescaggio in Eccellenza grazie al cammino condotto nei play-off. E qui la storia si mischia alla cronaca, con una squadra che, da neo promossa, conquista un onorevole settimo posto, a due sole lunghezze dai play-off. Una squadra che affidata ancora una volta alle sapienti mani di Gigi Aiello, passa poi a Gigi Lamia ed infine a Saverio Siino che la rende protagonista di un esaltante girone di ritorno che la conduce dalle retrovie ai piani alti della classifica. Una stagione con tante perle, non ultima la vittoria sulla Fincantieri che vinse poi il campionato.

Il 2003/2004 è l’anno della riscossa, l’anno del miracolo. La società chiama alla guida della squadra un tecnico giovane e forte che del gruppo fa la sua forza, tale Riccardo Chico ex giocatore rossonero che senza infamia e senza lode arriva proclamando una anticipata salvezza…….. ma il girone di ritorno sancisce la forza e la tenacia di un gruppo che vuole schiacciare tutti partita dopo partita, la Folgore guidata da Di Ruocco a centrocampo  è in testa alla classifica.

I Tifosi sognano, i giocatori sono protagonisti in città, alcuni di loro vengono fermati per gli autografi, su tutti spiccano i nomi di Gigante e sopratutto di Nino Benenati alcamese di nascita che rimarrà a lungo ricordato dai tifosi come il vero trascinatore della squadra. Ed  è grazie al suo goal in un Paolo Marino gremito che proprio quell’anno contro la Sancataldese la Folgore e la sua gente esplode in un urlo di gioia LA FOLGORE E’ IN SERIE D.

Lo stadio si ripopola, la formazione rossonera ha riacquistato i suoi tifosi, e i suoi tifosi sono presenti pure l’anno successivo, ma Riccardo Chico, ancora alla guida della squadra nell’anno 2004/2005, in serie D trova enormi problemi e alterna  buone  e pessime figure  la Folgore precipita nei bassi-fondi della classifica e neanche l’arrivo di un nuovo tecnico “Guido De Maria” riesce a evitare un’altra cocente retrocessione in Eccellenza.

Glia anni seguenti si mischiano con la cronaca odierna, la Folgore negli anni 2005/2006 – 2006/2007  ha disputato due campionati di Eccellenza senza infamia e senza lode, ha fatto sedere in panchina tre allenatori nel 2005/2006 Antonucci- Carollo – De Maria riuscendo a conquistare la salvezza diretta il primo anno e la salvezza passando per i play out il secondo anno. I Play out pareggiati 1 a 1 con il Pro-Favara hanno dato alla folgore la possibilità di disputare anche per la stagione 2007/2008 il campionato di Eccellenza.

La stagione 2006/2007 però non è tutta da buttare, è da annotare negli appositi albi la soddisfazione del sodalizio rossonero per la  vendita di un giocatore, tale Marino Antonio, ad una squadra di Serie A.

Il forte centrale Difensivo, mazarese di nascità,  ha raggiunto i massimi livelli approdando all’Udinese grazie anche alla bravura del Dirigente Generale Bruno Lombardo figlio del Fondatore della Folgore1945 “Franco”.

Il Riepilogo i quasi 62 anni di storia della Folgore è molto difficile, non basterebbero tutte le pagine disponibili, per raccontare di Don Peppino Taormina, Visentini, Paolo Marino (castelvetranese a cui è intitolato lo stadio), Vadalà, Caramanno, Berlig, Reina; e anche di giocatori che giocarono in Nazionale: Tranchina,Paolo e Benito Marino, Francesco Morana. Poi raccontare di Mimmo Rizzo, di Aldo Tilotta, Sergio Bertoglio, Peppe Lipido, Salvatore Bua, Giuseppe D’ Arienzo, Renato Oroni, Giovanni Grande, Nicola Dolce, Vito Signorello e tanti altri che hanno scritto pagine indimenticabili.