Messaggio del Presidente Sandro Morgana alle società Siciliane

By on martedì 15 febbraio 2011

Sono trascorsi appena quindici giorni dalla data di celebrazione dell’Assemblea Biennale delle società siciliane. In quella sede, affollata e partecipata, abbiamo stigmatizzato e condannato ogni atto di violenza compiuto in danno di chicchessia.
Insieme abbiamo condiviso un percorso che poneva al centro di ogni riflessione la migliore cultura sportiva, quella, cioè, fondata sul rispetto dell’avversario, del compagno e dell’arbitro. Quella cultura fatta di accettazione reciproca, di rispetto delle regole, di lealtà, di coraggio, di senso dell’appartenenza e di fratellanza universale.
Dobbiamo prendere atto, purtroppo, che quella che dovrebbe essere una festa, un’occasione di divertimento si trasforma spesso e volentieri in occasione di violenza.
Le cronache delle gare sulla stampa sportiva non si limitano, ormai da tempo, a raccontarci di prodezze agonistiche, di gesti atletici, di performance di questo o quel calciatore, ma ci riferiscono di aggressioni, scontri, risse, assedi, agguati, lanci di oggetti, di pietre e vorrei fermarmi per non ricordare fatti più gravi che, nell’ultimo triennio, hanno caratterizzato la storia del nostro calcio. Assistere ad una partita di calcio, lo ribadisco, rappresenta uno dei più diffusi e popolari modi di impiegare il tempo libero.
Purtroppo, probabilmente a causa dei modelli sociali che giornalmente ci vengono sottoposti, del degrado socio-economico, di una indiscutibile crisi delle agenzie preposte alla tutela dei valori e dell’educazione, scopriamo che andare ad assistere ad una gara di calcio potrebbe, anche, compromettere la nostra sicurezza e la nostra tranquillità.

Le ultime giornate ci hanno fatto registrare episodi di inaudita violenza sia nel calcio a 11 che nel calcio a 5. Fatti che, come è stato sottolineato in una lettera che il Responsabile del Calcio A 5 ha inviato alle società di tale disciplina, rischiano di divenire un comportamento abituale ancorchè ingiustificato.
Tale galoppante ondata di violenza va, dalle imboscate negli spogliatoi, prima dell’inizio delle gare, alle aggressioni, alle invasioni, ad atti di violenza gratuita in danno della squadra avversaria e degli arbitri.
Non è questo il calcio che noi vogliamo. Non è per questi risultati che giornalmente impegniamo il nostro tempo, la nostra intelligenza, la nostra cultura dello sport, il nostro essere al servizio di questa disciplina e dei valori che deve trasmettere alle giovani generazioni.
Noi vogliamo tornare al calcio che è attività sportiva e come tale necessità del rispetto di alcune regole che si rifanno all’etica sportiva ed al fair play rifiutando ogni elemento che possa screditare e danneggiare lo sport stesso.
E se per ritornare a parlare di sport è necessario allontanarsi da un’ideologia a volte eccessivamente garantista, che rischia di divenire alibi per violenti ed intolleranti, lo faremo perché è necessario richiamare tutti ai propri doveri ed alle proprie responsabilità.
La Giustizia Sportiva sarà chiamata ad emettere sentenze sempre più severe e rigorose. Non ci saranno sconti per i violenti perché la violenza non è degna dell’uomo e non può e non deve albergare nei campi sportivi.
Nel corso dell’Assemblea abbiamo sottolineato con soddisfazione che le statistiche forniteci dal Giudice Sportivo erano confortanti giacchè ci facevano rilevare che, nel girone di andata di questa stagione sportiva, erano sensibilmente diminuiti gli episodi di violenza. Pur registrando un cambiamento culturale ed un sostanziale miglioramento della qualità dei nostri dirigenti, ribadiamo quanto sostenuto in Assemblea: “finchè ci sarà anche un solo episodio di violenza il livello di guardia rimarrà elevato”.
Agli arbitri chiediamo il massimo dell’impegno, una refertazione seria e responsabile ed atteggiamenti inequivocabili sul piano comportamentale.
Di contro garantiamo il nostro incondizionato sostegno e la nostra fiducia invitando tutti a rispettare la figura dell’arbitro.Alle Forze dell’Ordine ribadiamo il nostro grazie per l’impegno domenicalmente profuso per garantire la regolarità dei campionati e, se non sono sufficienti i provvedimenti della Giustizia Sportiva, ben vengano anche i provvedimenti DASPO che le Autorità di P.S. vorranno adottare.
A breve l’A.I.A.C. Regionale convocherà un incontro con capitani, allenatori ed A.I.A.. In tale occasione avremo modo di porre in essere riflessioni, di acquisire pareri, di ascoltare tutti e di tradurre le analisi in un’unica, indiscutibile sintesi: bisogna tornare ad un’attività sportiva che sia rispetto delle regole e delle norme disciplinari.
Bene amici miei. Come dice qualcuno il tempo della ricreazione è finito.
E’ venuto il momento di rimboccarci le maniche e dimostrare, ciascuno per la parte di propria responsabilità, tutta quanta la buona volontà necessaria per far cessare questo stato di cose ed andare verso un futuro fatto di impegno e dedizione alla ricerca della libertà e del bene comune.
Sandro MORGANA

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