Il G.S. Folgore nel 1987/88

By on venerdì 22 aprile 2011

Ricordi di un Amore sempre vivo: La Folgore degli anni 80

Scrivere della G.S. Folgore Castelvetrano (così era la denominazione di allora) della stagione 1987/88 è per me un bel tuffo nel passato e ringrazio gli editori del sito che me lo hanno proposto,perché mi danno la possibilità di raccontarvi di quella squadra e di rivivere di un anno speciale e di una Folgore davvero speciale.
Fu una Folgore dai due volti con un girone di andata letteralmente strepitoso,freschezza atletica e capacità tecniche sovrastarono tutti gli avversari e una seconda parte che non ci permise di centrare l’obbiettivo dichiarato che era la vittoria del campionato.
Alla guida tecnica fu chiamato un allenatore di grande valore in quegli anni: “Cichito” Cacciavillani, uruguaggio, dal temperamento caliente tipicamente sud americano,portato in Italia dall’ Inter come calciatore,si trasferì in Sicilia in quel di Siracusa,allenando i migliori club dell’isola. Per la prima e anche unica volta a Castelvetrano vidi e per fortuna partecipai,ad un calcio dove il movimento di insieme dei giocatori, a cominciare dai difensori era la parola d’ordine. Tutti e undici i giocatori dovevano partecipare alla fase offensiva e tutti e undici alla fase difensiva.
Alla luce della mia esperienza, oggi posso ammettere che forse si sbagliò completamente la preparazione fisica e quel girone di ritorno davvero disastroso, costrinse la società ad esonerare l’allenatore. Per il sottoscritto il “Cichito” rimane un grandissimo motivatore, assolutamente capace a gestire il gruppo riuscì comunque a far emergere gente del calibro di Angelo Burgarello, Michele Pappalardo, Salvatore Minaudo, seppe investire di responsabilità un giovanissimo Filippo Cavataio (lo vendettero al Siderno successivamente per una somma patri ai 60 milioni di lire),portò a Castelvetrano alcuni calabresi come Luciano Amoroso, Rocco Cadile, ma soprattutto Tonino Minniti bomber micidiale e quel Umberto Cicciarella l’unico che non voleva rimanere e l’unico per ironia della sorte a non andare più via da Castelvetrano.
Impossibile non citare Carmelo Torre, personalmente da me definito il giocatore più tecnico con cui abbia giocato in maglia rossonera, abbinava fantasia e rapidità di azione, giocatore immarcabile per gli avversari. In quel anno pochi ricorderanno il romano Graziosi, il mister lo chiamava “ramon”,esageratamente dribblomane era noto dentro lo spogliatoio perché prendeva la tintarella in inverno dietro il vetro della finestra in sede,il centrocampo era impreziosito anche dalla presenza del mazarese Salvatore Asaro mentre il reparto difensivo era completato da un giovane calciatore napoletano Napoli(di cui non ricordo il nome) da Massimo Marzullo dalla presenza di un altro castelvetranese doc : Baldo Raineri prodotto, assieme al sottoscritto,del settore giovanile mai sufficientemente considerato e da Raffaele Scala il quale diventò immediatamente una colonna portante di quella squadra mostrando il proprio valore anche negli anni successivi. Fu anche l’anno in cui trovò spazio un giovanissimo dalla chioma riccioluta ma dalla tecnica sopraffina, protagonista assoluto delle stagioni successive laureandosi capocannoniere in Interregionale anche lui castelvetranese e risponde al nome di Antonio Morici.
L’ultimo mio affettuoso ricordo va ad un calciatore, purtroppo prematuramente scomparso: Giudo Biondi umbro, aveva giocato nel Perugia di Paolo Rossi dove sfiorò la conquista dello scudetto, venne per dare ordine al centrocampo finì per sostituire l’esonerato Cacciavillani alla giuda tecnica.
Alla luce di ciò che ho raccontato,quella stagione non fu poi così negativa non si riuscì nell’impresa di vincere il campionato,per la cronaca lo vinse il Niscemi ma si riusc’ valorizzare gente che negli anni seguenti di interregionale fecero la storia di quella società e secondo il mio personale giudizio fu l’ultima folgore che portò alla ribalta parecchi giovani del proprio vivaio.

Meditate gente e buon calcio a tutti

Filippo Foscari

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