Il Calcio è dei Giovani? II^ Parte

By on mercoledì 09 marzo 2011

I Giovani sono il Futuro! e vanno tutelati!

Il precedente articolo lasciava degli interrogativi e sosteneva che la norma per il campionato juniores non ha prodotto una vera valorizzazione dei giovani. Proverò ad approfondire questa tematica cercando di fornire altri elementi ed eventuali possibili soluzioni confrontando periodi storici del nostro calcio dilettantistico.

Ai “miei tempi” esistevano i fuori quota senior cioè su undici elementi titolari potevano essere schierati solo 4 o 5 giocatori con età superiore ai 26 anni.

Questa condizione permetteva al giovane di allora di affacciarsi alla prima squadra e di avere un buon margine di tempo per potersi affermare. Studi scientifici dimostrano che la maturità psico-fisica di un calciatore avviene intorno ai 25/26 anni; allora mi chiedo come mai secondo le regole attuali, i nostri giovani devono saper far tutto a 17 anni e sono già “vecchi” a 20? Anziché obbligare l’utilizzo degli juniores non sarebbe opportuno limitare a 4 massimo 5 giocatori per squadra i senior con età superiore ai 25 anni?
Un’altra anomalia del calcio dilettantistico di oggi è il cosiddetto campionato juniores che, strutturato con la precisa intenzione di essere il serbatoio naturale da dove poter attingere è, invece, diventato un campionato a cui le società devono partecipare per regolamento.

Così lo si affronta con poca professionalità facendo un copia e incolla tra i giocatori ancora allievi e quelli che non trovano spazio nella prima squadra; altre società non avendo un numero adeguato di giocatori si presentano con soli 7 elementi e le partite vengono sospese dopo 10 minuti. Così facendo abbiamo fornito ulteriore possibilità di crescita per questi ragazzi? Io credo proprio di no, anzi negli ultimi anni assistiamo, sempre più, a ragazzi, non ancora ventenni, che smettono di giocare a calcio. Visto che di fatto la crescita di un giovane calciatore rischia di interrompersi dopo aver ultimato la categoria allievi, perché non proporre che la squadra juniores partecipi a campionati più impegnativi come la 1^ categoria in alternativa alla prima squadra? Non sarebbe il caso che gli organi federali (LND) associazione allenatori(AIAC) e dirigenti delle società si sedessero attorno ad un tavolo ad esaminare la tematica ed a trovare soluzioni con un’unica finalità: la valorizzazione dei giovani?

Meditate gente e buon calcio a tutti

Filippo foscari

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6 Comments

  1. filippo foscari

    mercoledì 09 marzo 2011 at 20:24

    un complimento all’editore per la scelta della foto di presentazione: Gabriele Civilleri, ottimo allenatore giovanile, appena ammesso al corso di base assieme al mitico Gegè Di Ruocco in quel di Palermo a cui vanno i miei più sentiti in bocca al lupo!

  2. giuseppe

    domenica 13 marzo 2011 at 12:25

    se una societa’ di calcio e’ in grado di progammare e,sopratutto,di saper mantenere l obiettivo prefissato(sviluppo del calcio giovanile locale),indipendentemente dall’umore della tifoseria,non necessita di alcuna regola imposta dalla lega!la lega e’ steta costretta ad imporre i giovani,visto che le nostre societa’ calcistiche sono dirette da persone che non hanno la cultura della progammazione!la soluzione?azionarato popolare facente capo ad esperti di settore giovanile

  3. giuseppe

    martedì 22 marzo 2011 at 19:01

    quest’anno,dei giovani locali,e’ stato utilizzato,con una certa assiduita’,solamente licata,un 93 molto interessante,che pero’ gia’gravitava dall anno scorso nell’orbita della prima squadra.dei nuovi 93,nessuno e’ stato preso in reale considerazione.sara’perche’nessuno e’considerato all altezza o per altro?

  4. giuseppe

    mercoledì 23 marzo 2011 at 12:50

    uno dei giovani piu interessanti,anch’esso un 93 e’morici,impiegato a singhiozzo e sempre fuori il suo ruolo naturale.chi e’ in grado di valutare le sue potenzialita’,sicuramente sapra’ che si tratta di un elemento su cui puntare per un futuro prossimo.

  5. giuseppe

    mercoledì 13 aprile 2011 at 17:03

    mi auguro che la dirigenza il prossimo anno metta in pratica il concetto fondamentale per cui e’ nato il calcio:attivita sportiva a scopo ludico,coinvolgendo il proprio settore giovanile.

  6. giuseppe

    giovedì 02 giugno 2011 at 11:28

    a proposito di nostalgie dei tempi che furono,devo aggiungere che la castelvetrano sportiva ha sempre espresso veri talenti calcistici e che il periodo degli anni 60 credo abbia raggiunto il culmine anche dal punto di vista numerico.bastava seguire la meravigliosa coppa bua per capire perr cosa intendo dire.in particolare mi riferisco a quella meravigliosa squadra che si chiamava prater creata dal signor pulone e paolo tortorici,in seguito.telari,calamia,sciacca,di stefano,signorello,nanfria,perrone,leggio,la fata,d’anna,vaiana,calamia,lipido,pizzitola,desimone,lumia,morrione,signorello ed io,pippo guarina,che non vedevo l’ora di finire il mio impegno invernale con la bacigalupo di dell’utri,per disputare il prestigioso torneo estivo.tutti i giocatori che ho menzionato,tecnicamente non erano affatto inferiori ai miei compagni della bacigalupo,purtroppo non giocavano a palermo….

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