Calcio dilettantistico in Sicilia, tra crisi, costi eccessivi e società scomparse

By on martedì 29 gennaio 2019

Com’era il calcio dilettantistico siciliano fino a 10 anni fa? Curiosità, numeri e statistiche che trovano una risposta direttamente con l’hashtag #10yearschallenge, autentico “tormentone” attuale nato sui social (Facebook ed Instagram in particolare) e che ha la finalità di “immortalare” i cambiamenti dei vari profili nell’ultimo decennio. C’è chi si sbizzarrisce e trova divertimento nell’utilizzo di questo hashtag. C’è chi, invece, prova ad analizzare i mutamenti del “nostro” calcio siciliano, evidenziando risultati poco promettenti.

In maniera curiosa ed anche simpatica ci hanno pensato i “colleghi” del portale SiciliainGol.it (nello schema in basso). Come? Mettendo a confronto le stagioni sportive 2008-09 e 2018-19: dieci anni di storia, numeri e statistiche racchiuse in un solo prospetto. A differenza di 10 anni fa, ad esempio, l’Eccellenza ha una squadra in meno (31 su 32). Società in meno anche in Promozione: nel 2008 ai nastri di partenza avevamo 64 squadre suddivise in quattro gironi, oggi invece sono in tutto 62.
Un cambiamento netto è evidente nelle categorie ancor più inferiori. In Prima Categoria, nella stagione 2008-09, trovavamo ben 112 società iscritte, mentre oggi “solo” 97. Taglio anche in Seconda Categoria: dalle 117 di dieci anni addietro, alle 83 squadre attuali. Molte formazioni in meno, infine, anche nel campionato provinciale di Terza Categoria, l’ultimo della lunga piramide calcistica: dalle 169 società del 2008, si è passati alle 98 di questa stagione.

Il totale lascia un grande punto interrogativo sulla situazione del calcio dilettante in Sicilia. Dieci anni fa le formazioni dilettantistiche regolarmente iscritte erano 494. Adesso in tutta l’Isola ne troviamo 371. La domanda sorge spontanea: che fine hanno fatto tutte le altre società? Molte sono scomparse per l’impossibilità nel sostenere spese eccessive, tutte le altre sono fallite e poi rinate con una denominazione nuova di zecca. L’analisi mette in risalto le difficoltà economiche nel sorreggere tutti i costi che una squadra di calcio richiede (in primis l’iscrizione in estate).

Oggi mantenere in vita una prima squadra è un lusso che non tutti possono permettersi. Questa disciplina vive un periodo di crisi puramente economica a partire dalla lontana Lega Pro. Una crisi che attanaglia piazze anche blasonate e con un passato glorioso sulle spalle. Molti impianti dell’Isola non si presentano all’altezza, risultano fatiscenti e poco all’avanguardia rispetto a quelli del Nord.

Bisognerebbe ripartire dal basso per rilanciare il dilettantismo, che per molti è vita, passione, svago, divertimento e per i giovani rappresenta un “trampolino di lancio” e una “vetrina” verso il professionismo. Il primo passo sarebbe quello di ridurre sensibilmente i costi e ridare la possibilità a tutti i comuni di praticare questo meraviglioso sport, che la #10yearschallenge ci ha mostrato assai “arrugginito” a 10 anni di distanza.

Fonte: magaze.it

 

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